Ryanair ridurrà di 1,1 milioni i posti passeggeri offerti in Belgio nel corso di quest’anno, con tagli concentrati soprattutto sull’aeroporto di Charleroi. Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato della compagnia low-cost irlandese, Michael O’Leary, nel corso di una conferenza stampa.
Alla base della decisione c’è l’aumento della tassa aerea federale, che salirà a 10 euro a passeggero a partire dal 2027, e l’introduzione di una nuova imposta locale da parte della città di Charleroi: 3 euro aggiuntivi per ogni passeggero in partenza dallo scalo, già operativa da quest’anno. Secondo O’Leary, queste misure rendono il Belgio sempre meno competitivo rispetto ad altri Paesi europei che, al contrario, stanno riducendo le tasse per attrarre traffico aereo.
Il Ceo di Ryanair ha definito le decisioni delle autorità belghe “stupide” e “ridicole”, ribadendo che la compagnia è pronta a spostare capacità e aeromobili verso mercati con una fiscalità più favorevole. Una linea dura che potrebbe avere ulteriori conseguenze: O’Leary ha infatti avvertito che, in assenza di un dietrofront del governo federale sull’aumento previsto per il 2027, Ryanair è pronta a tagliare altri 1,1 milioni di posti anche il prossimo anno.
La posizione delle istituzioni locali, però, resta ferma. Il consiglio comunale di Charleroi ha confermato che la tassa aeroportuale è stata “votata democraticamente” ed è già inserita nel bilancio 2026.
Nel 2025 Ryanair ha trasportato complessivamente circa 10,1 milioni di passeggeri in Belgio: 8,9 milioni attraverso l’aeroporto di Charleroi e 1,2 milioni via Bruxelles. Numeri che rendono il ridimensionamento annunciato particolarmente rilevante per lo scalo vallone e per l’intero sistema aeroportuale belga, già alle prese con una crescente competizione internazionale.

